L’importanza della progettazione didattica per l’eLearning

La sfida più importante si gioca prima dell'impiego delle tecnologie nella didattica

La progettazione didattica per l’eLearning di qualità

La progettazione didattica per l’eLearning, il cosiddetto Instructional Design (che in termini più generali, si applica a qualsiasi percorso formativo), gioca un ruolo fondamentale ma spesso trascurato nello sviluppo di corsi eLearning, aziendali e non. Se è vero che negli ultimi anni l’evoluzione tecnologica ha cambiato gli strumenti di apprendimento a disposizione, possiamo dire che è cambiato il modo di apprendere dell’essere umano ? E che quindi la progettazione può passare in secondo piano rispetto agli obiettivi e agli strumenti? Vediamo cosa può dirsi effettivamente cambiato e cosa invece no.  

Nell’e-learning uno dei modelli di apprendimento più usati è ADDIE, anche se sarebbe più opportuno ormai dotarsi del più moderno SAM, Successive Approximations Model, elaborato da Allen e sviluppato prima di molti altri modelli di apprendimento agile. In quest’ultimo modello le fasi di progettazione e sviluppo sono semplificate per avere esperienze di apprendimento più robuste ed efficaci, che possano venire incontro alle esigenze dei clienti in maniera più creativa e flessibile. Per quanto gli aspetti procedurali della progettazione didattica possano cambiare ed evolversi essi, in buona sostanza, devono comunque soggiacere ai dettami del processo naturale e innato nell’essere umano, che si basa sull’approccio del “learning by doing”.

Se le forme di presentazione dei contenuti possono cambiare, il metodo più efficace rimane quello più vicino alla natura dell’uomo, che é ancora (per fortuna!) la stessa: il valore dell’esperienza é insostituibile e un buon elearning deve assolutamente tenere in conto tutto questo. Per quanto nell’uomo coesistano due modalità di apprendimento sostanziali: l’una basata sulla mera esperienza (più connaturata alle primi mesi/anni di vita, dove i sensi sono i principali strumenti di apprendimento), l’altra sulla codifica della realtà e l’uso del linguaggio per identificare, descrivere, universalizzare (più connaturata alla formazione formale, scolastica che ordina e classifica la realtà per renderla trasmissibile)

E’ ben noto infatti come sia del tutto insufficiente dare delle “istruzioni per l’uso” da studiare perché l’apprendimento si possa dire efficace. Avete mai provato a nuotare studiando solamente su un manuale? Pensate forse di imparare a guidare una bicicletta studiandone il funzionamento su un libro?

L’applicazione pratica è essenziale e la dimostrazione attraverso esempi e casi studio che mostrino risultati e conseguenze di quanto viene insegnato è fondamentale. Occorre infatti coinvolgere davvero lo studente e mettere in gioco conoscenze pregresse che si ancorino a quanto dovrà imparare e applicare nel tuo contesto, professionale e personale, e perché quanto appreso diventi un comportamento abituale. Laddove non é possibile utilizzare la realtà per apprendire direttamente, si dovrà fare ricorso a delle simulazioni.

Se si guarda al mondo dell’ eLearning e alla sua evoluzione, ciò che può dirsi cambiato è l’approccio alla progettazione didattica.


Progettazione didattica e creazione di percorsi eLearning davvero efficaci

Quando si considera la crescita esponenziale dell’e-learning negli ultimi anni, viene da chiedersi: è possibile costruire corsi efficaci in maniera standard, seguendo un semplice set di istruzioni? È possibile fornire contenuti da apprendere ad una platea indistinta di studenti? Certamente è possibile e di fatto accade, ma quali sono i risultati?  Viene da pensare infatti alla proliferazione, non secondaria, dei cosiddetti MOOC, i Massive Open Online Courses, offerti su diverse piattaforme da qualunque tipo di esperto in un determinato settore, e non solo. Meno elegantemente potremmo dire che di recente si sta facendo avanti l’idea della formazione “un tanto al chilo”, ossia fortemente standardizzata e rivendibile, costruita su un’idea di utente potenziale universale che non ha senso, perchè ogni percorso formativo andrebbe adeguato alle caratteristiche dell’utenza.

L’avvento dell’ eLearning ha certamente reso l’apprendimento più globale, aperto a tutti, senza alcun tipo di distinzione: l’accesso alla formazione é più facile, alla portata di tutti perché più economico, visto che prescinde dal luogo della formazione e quindi dai costi implicati negli spostamenti.
La questione costi però è una di quelle spinose, proprio perché non sempre un risparmio nei costi, dovuto ai vantaggi della tecnologia, si traduce in una migliore qualità dell’apprendimento.
Riuscire a fornire un corso in modalità e-learning invece che in presenza presenta certamente molti vantaggi, sia per l’azienda che per il lavoratore. I corsi eLearning hanno anche migliorato l’approccio alla formazione aziendale e al marketing interno in senso più ampio. La formazione aziendale è infatti diventata un valore aggiunto non discutibile, che qualunque azienda che intenda avere successo deve necessariamente avere tra i propri valori fondanti. I costi però rappresentano sempre una di quelle variabili che le aziende e, in generale, anche gli utenti di corsi e-learning tengono a guardare al ribasso. Meno costa meglio è. Nel caso delle aziende questo significa spesso fare economia su una progettazione didattica efficace a favore di soluzioni standard. Nel caso degli utenti finali (siano essi i dipendenti o studenti che decidono di seguire corsi eLearning), questo si traduce spesso nella scelta di corsi che non hanno una reale efficacia sulle prestazioni o sulle conoscenze da acquisire. Insomma: meno costa, più é noioso!

Non basta infatti un corso con tanti elementi presentati in maniera attraente: una bella confezione non basta. Occorrono contenuti organizzati in maniera attenta e rispondente a determinate esigenze, con l’ausilio di strumenti tecnologici che possano aiutare la ritenzione di quanto appreso e a metterlo in pratica.

L’eLearning infatti non è un approccio didattico alternativo alla didattica in presenza tradizionale.

Si tratta bensì di una modalità di erogazione che non può prescindere da una progettazione didattica pensata a monte per la tipologia di contenuti che si intendono insegnare e per gli obiettivi che si intendono raggiungere. Un complesso di strumenti e strategie con potenzialità immense, ma che si deve sapere utilizzare e che quindi richiede le competenze di un instructional designer.


Le sfide della progettazione didattica per l’eLearning

Accade spesso purtroppo di vedere corsi eLearning progettati in maniera approssimativa. Ciò che conta infatti nella prassi di molti clienti sembra essere non tanto la necessità di trovare la migliore soluzione di progettazione che risponda agli obiettivi e alle esigenze del cliente, quanto piuttosto una tempistica stretta e una serie di istruzioni per l’uso che rendono tutti esperti. Vengono quindi ignorati i fondamenti della progettazione didattica e chiunque, con conoscenze minime sull’e-learning, ma anche persone senza formazione specifica, si improvvisa instructional designer, con risultati veramente opinabili.

Inoltre, il passaggio al mobile rende, per certi versi, questo problema della progettazione didattica ancora più spinoso.

L’utilizzo di dispositivi mobili offre certamente dei vantaggi nell’apprendimento sotto molti punti di vista. Tuttavia ancora una volta non si può prescindere da una attenta progettazione didattica se vogliamo offrire un corso veramente efficace. I contenuti possono apparire belli e attraenti, impacchettati di modo da rendere facili le cose per l’utente, ma sono veramente utili? Insegnano davvero ciò che c’è da insegnare?

Questo vale anche per i cosiddetti Serious Learning Games, il social learning e le simulazioni in tempo reale: tutto, senza un’adeguata progettazione, è una semplice perdita di tempo e soldi, per non parlare delle opportunità sprecate.

Non tutto ciò che è nuovo rappresenta la migliore soluzione. Allo stesso tempo non si può prescindere dall’evoluzione tecnologica a cui assistiamo, e di cui l’e-learning è un inevitabile frutto.

Per riuscire ad avere corsi e-learning che funzionino occorre puntare su un’efficace progettazione didattica che tenga conto non solo dei costi, ma anche dei tempi. Occorre che si assicuri che il tempo speso nell’apprendimento sia realmente produttivo, quali siano i bisogni degli studenti e come tarare gli obiettivi di apprendimento su quei bisogni e sulle esigenze di chi eroga il corso. Lo stiamo vedendo tristemente in questi giorni da “teledidattica” forzata dall’emergenza coronavirus.

L’obiettivo dell’eLearning non è offrire un apprendimento facile, ma un apprendimento progettato utilizzando gli strumenti più all’avanguardia che possano stimolare chi apprende, coinvolgerlo e motivarlo, senza risultare un elenco noioso di contenuti di varia natura. È riuscire ad ottimizzare quanto non si riuscirebbe a fare nell’apprendimento di tipo tradizionale, prima di tutto il tempo, bene così prezioso eppure sottovalutato in tempi in cui la tecnologia ci aiuta invece a farne buon uso.

Un buon Instructional Designer è infatti consapevole che una buona progettazione didattica genera un effetto a cascata, che in ultima analisi si traduce in un risparmio di costi e una qualità migliore. Con l’ eLearning si può arrivare persino a pensare alla possibilità di accesso all’apprendimento per tutti ad un costo veramente irrisorio. 


Approfondimenti

Di seguito un post tratto dal mio blog elearningvincente.it, da cui puoi attingere per approfondire la tematica:


Di seguito invece un mio intervento dettagliato sulle hard skills e le soft skills dell’eLearning Specialist, in occasione della Prima Conferenza online sullo stato dell’arte dell’eLearning in Italia, tenutasi il 30 e 31 Ottobre 2019 (eLearningPoint 2019).

Spero davvero che lo sviluppo della nostra community SOS eLearning si faccia carico di diffondere nel grande pubblico un’idea differente, basata sulla serietà e sulla qualità dell’approccio didattico. Mi rendo conto che é una sfida, ma bisogna non solo accettarla, ma combattere per vincerla! Attendo i tuoi commenti e rimango a tua disposizione.

Ad maiora!

Image credit by Freepik

10 Aprile 2020

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